Oltre all'ingegneria sociale, trattata nell'articolo Cybersecurity: il miglior attacco è la difesa - Free Mind Foundry, quando si parla di intrusione è opportuno citare anche l'hacking.
Quali sono le origini dell'hacking?
L'hacking ha le sue radici al MIT, il Massachusetts Institute of Technology, al cui interno esistevano diversi club dedicati allo studio dell'informatica. L'hacking non ha di per sé un significato negativo, contrariamente a quanto si crede: lo scopo di questi gruppi era infatti entrare nei meccanismi e nei sistemi informatici per migliorarli. Un'attività concepita per puro divertimento e per la profonda passione di tutti coloro che collaboravano per dare il proprio contributo alla ricerca e allo sviluppo. Purtroppo, queste competenze, una volta acquisite, non sempre si sono rivelate strumenti utili a fini benevoli nelle mani di persone oneste.
Impariamo a conoscere e distinguere queste figure
White Hat Hacker
Sono hacker etici, il cui obiettivo è abbattere le misure di protezione dei dati, senza comprometterli né comprometterne la riservatezza, per misurarne il livello di affidabilità. I white hat cercano sempre bug e vulnerabilità per poi fornire agli amministratori informazioni sulle eventuali scoperte.
Black Hat Hacker
Categoria di hacker che mira a violare la sicurezza dei sistemi per scopi fraudolenti come il furto di dati e informazioni, l'intrusione e la creazione di malfunzionamenti nei sistemi. Agiscono per un vantaggio personale, che può essere dettato dalla richiesta di un riscatto o dalla necessità di ottenere informazioni e dati sensibili.
Può essere considerato un hacker ibrido a metà strada tra un black hat e un white hat. Al gray hat non interessa compiere atti malevoli, ma allo stesso tempo non segue principi etici. Si dedica alla ricerca di bug e di obiettivi sensibili finalizzati ad abbattere e penetrare i sistemi di sicurezza e informa gli amministratori senza fornire una possibile soluzione. Può essere definito un tipo di hacker piuttosto opportunista. Nella migliore delle ipotesi, offre il proprio aiuto in cambio di piccole somme di denaro.
Chiamati anche "kiddies", sono generalmente del tutto o quasi del tutto inesperti di programmazione informatica. Si divertono a reperire e scaricare da altri hacker gli script e i software necessari per attaccare per piacere e intrattenimento. Non possedendo alcuna abilità o conoscenza in materia, risultano i più pericolosi perché del tutto inconsapevoli dell'altissima quantità di danni che possono causare. Tuttavia, la loro inesperienza li porta a lasciare tracce e di conseguenza a essere individuati molto facilmente.
Gruppi di hacker fondati attorno a un'ideologia, diffusa attraverso varie tecniche. Il loro obiettivo è portare avanti una causa, motivo per cui non agiscono mai contro i produttori e i sistemi che garantiscono il funzionamento degli strumenti da loro utilizzati. Il movimento hacktivista più noto al mondo è quello di Anonymous.
Il loro obiettivo è incutere paura nel proprio pubblico. Ciò avviene attraverso attacchi non solo ai sistemi informatici, ma anche ai sistemi legati alla sicurezza pubblica, come il controllo di infrastrutture critiche quali le centrali elettriche e nucleari.
Questa categoria di hacker si diverte a esplorare i sistemi telefonici; sono infatti in grado di effettuare chiamate gratuite da telefoni pubblici verso telefoni di cui non conoscono il numero. Ma sono anche in grado di intercettare le conversazioni. I primi phreaker sono nati alla Bell Telephone, dove i ragazzi si divertivano a collegare casualmente le linee telefoniche mettendo in contatto due sconosciuti. Ad oggi questo fenomeno è quasi del tutto scomparso, salvo una piccola parte dovuta alla presenza delle nuove tecnologie Voice Over IP.
L'Università di Catania, in collaborazione con Free Mind Foundry, offre l'opportunità di approfondire tutto ciò che si cela dietro l'affascinante mondo della cybersecurity, per essere in grado di prevenire e contrastare i sempre più frequenti attacchi informatici. Tutto questo è possibile grazie all'erogazione del Master in Cybersecurity Culture & Governance.
Le competenze acquisite durante il Master consentono di sviluppare un elevato livello di preparazione, con l'obiettivo di formare i partecipanti a procedere con maggiore sicurezza nel campo della cybersecurity.
Il master, che inizierà a metà giugno 2022, è rivolto a professionisti, studenti universitari e laureati delle Facoltà di Informatica, Ingegneria, Giurisprudenza ed Economia e sarà erogato in modalità Live Virtual Training, per garantire l'interazione in tempo reale tra tutti i partecipanti e i docenti.